Il premio alla traduzione Annibal Caro: la lettura, i lettori e la città

Annibal Caro nacque a Civitanova il 6 giugno del 1507. Fu traduttore, poeta, numismatico e drammaturgo come diligentemente riporta Wikipedia e anche quest’anno, proprio nel giorno del suo compleanno, qui nella sua città natale verrà assegnato il Premio alla traduzione a lui dedicato.

Murales dedicato ad Annibal Caro – Molo Sud Porto Civitanova Marche –

Passeggiando per le vie di Civitanova potete incontrare il viso di Annibal Caro al porto in uno dei tantissimi murales di Vedo a Colori e potete scorgere il suo profilo anche dietro al palazzo comunale in quello che, lo confesso, è il mio murales preferito. L’ha realizzato da Jerico nell’ambito del bellissimo progetto di riqualificazione urbana e street art di Anime di Strada.

Il murales dedicato ad Annibal Caro, opera di Jerico per Anime di Strada
alle spalle del Palazzo Comunale Sforza – Cesarini

Il teatro di Civitanova Alta porta il suo nome ma dentro di me, il premio alla traduzione a lui dedicato, è un gioiello prezioso che mi fa splendere e battere forte il cuore.

Vengo da una formazione linguistica e la traduzione è un mio grandissimo amore ma, con grande frustrazione, sono anche perfettamente consapevole che è uno di quei mestieri invisibili, specie quando è ben fatto, e non è adeguatamente riconosciuto neanche in ambito professionale.

Io credo fermamente che le parole siano importanti, spesso cruciali e chi meglio di un traduttore che fa viaggiare il testo da una lingua all’altra, che letteralmente lo trasporta e lo traspone, ne conosce e riconosce il valore?

Non è solo una questione di parole, ma tradurre un testo, specie un testo letterario, è un lavoro di trasposizione di tutto un pensiero, una cultura, un mondo e un intero universo.
Spesso non ci pensiamo ma i traduttori ci danno la possibilità di approdare a mondi che sarebbero inaccessibili, ci danno la chiave per visitare universi sconosciuti e il fatto che la città dove vivo dedichi un premio alla traduzione, in nome di Annibal Caro, che si cimentò fra le altre cose nella traduzione dell’Eneide, mi riempie di orgoglio.

C’è poi un’altra iniziativa meravigliosa, organizzata sempre dal Premio Annibal Caro alla traduzione, che di anno in anno sta crescendo: la “giuria popolare” dei lettori.

Ti piace leggere? Bene, se vuoi puoi partecipare ed essere uno dei giurati.

L’iscrizione è entro metà gennaio, viene svelato un titolo alla volta, ci sono circa 40 giorni per ultimare la lettura e la possibilità di acquistare i titoli ad un prezzo scontato, nelle librerie convenzionate, per chi fa parte della giuria.

Non importa se geograficamente ti collochi qui in zona, basta l’amore per la lettura e la voglia di intraprendere il viaggio che le pagine di un libro ti offrono.

Per me è stata un’esperienza davvero preziosa che è riuscita a coniugare il piacere intimo e solitario della lettura al confronto con altre lettori attraverso gli scambi sul gruppo di Facebook.

Ho avuto l’opportunità di leggere dei titoli che difficilmente da sola avrei scelto, gli altri lettori mi hanno offerto spunti di riflessione interessanti, punti di vista diversi dal mio e in alcuni casi mi hanno fornito fondamentali informazioni sul contesto storico nel quale l’opera era nata.

Dal 2019 è proprio la giuria popolare che decreta il vincitore, subentrando al comitato tecnico che segnala solo i tre titoli finalisti.

Il comitato tecnico è composto da traduttori (il vincitore dell’anno precedente entra di diritto a farne parte), critici, scrittori.

Il comitato promotore, a cui va un mio personalissimo e sincero ringraziamento speciale, è composto da: Rosetta Martellini (che ha ideato il premio), Maria Grazia Baiocco (insegnante di latino e greco al liceo Da Vinci di Civitanova Marche), Lorella Quintabà (insegnante di inglese al liceo Da Vinci), Anna Maria Domenella (insegnante di inglese alle medie), Antonio Prenna e Federica Alessandri (traduttrice).

Il fatto stesso di promuovere un’iniziativa che incentiva la lettura e offre la possibilità di riflettere sul ruolo del traduttore è un passo importante nella vita di ogni lettore.

Per me è stata anche un’opportunità per approfondire la conoscenza su Annibal Caro che tante volte ho visto dipinto sui muri o citato in qualche iscrizione.

La conoscenza di un territorio passa anche attraverso le persone che lo hanno abitato e lo abitano, attraverso le loro passioni, le loro azioni, attraverso la memoria che è importante conservare viva e pulsante.

Nel 2020 i finalisti del Premio Annibal Caro alla traduzione sono:

Bruno Mazzoni per “Il Levante” di Mircea Cărtărescu

Scilla Forti per “Quel che si vede da qui” di Mariana Leky

Tommaso Pincio per “Archivio dei bambini perduti” di Valeria Luiselli

Nel 2019 i finalisti del Premio Annibal Caro alla traduzione sono stati:

Bruno Arpaia per “Anni Lenti” di Fernando Aramburu

Silvia Parechi per “Jesus’ Son” di Dennis Johnson

Luca Fusari per “Ossa di Sole” di Mike McCormack (vincitore del premio della giuria dei lettori)

La prima edizione del Premio Annibal Caro alla traduzione si è svolta nel 2017 nell’ambito del Futura Festival ed era articolata in maniera un po’ diversa, nel link segnalato potete trovare tutte le informazioni a riguardo se siete curiosi.

Potete seguire il Premio Annibal Caro sulla pagina Facebook oppure su Instagram  e potete approfittare per degli ottimi spunti e consigli di lettura e magari diventare dei giurati per la prossima edizione!

Buona lettura