Piccole riflessioni sugli eventi degli ultimi giorni che ci hanno mosso dentro grandi emozioni. Un tentativo per cercare di dare una forma a tutto questo sentire che qualcosa ci deve insegnare.

È già passata più di una settimana dall’ultima forte e devastante scossa di terremoto del 30 ottobre,  più di 2 mesi dalla notte del 24 agosto e qui nella cucina dello Standard b&b i biscotti sono in forno e il profumo impregna le mura di casa come sempre, ma le cose non sono come sempre.

La terra sotto i nostri piedi si è mossa e si è fatta sentire con tutta la sua incredibile forza.
Noi qui sulla costa siamo fortunati perché oltre al grande spavento e a qualche bicchiere rotto non abbiamo avuto nessun tipo di danno, ma credo che in tutti quelli che hanno tremato insieme alla terra, che lo hanno fatto almeno una volta nella loro vita, si siano aperte delle crepe e un sovrapporsi di emozioni si stia ancora rincorrendo.
Sono giorni che voglio scrivere qualcosa ma non è facile andare alla ricerca delle parole perché in alcuni momenti un rispettoso silenzio è la cosa più opportuna. Credo però che sia necessario anche lasciare una traccia nella nostra memoria e allora cerco qui di fissare alcune sensazioni per fare in modo che una volta che si saranno spente le luci dei riflettori anche su questo terremoto rimanga anche qui fra le nostre pagine una traccia di quello che stiamo vivendo.

È un “terremoto bianco” come hanno scritto i giornali e questa è l’unica nota positiva di questo secondo sciame sismico nel centro italia, ma la devastazione e le vite completamente stravolte delle tante persone che ne sono coinvolte sono ferite profondissime e laceranti di cui tutti ci dobbiamo prendere cura.

È una nuova pagina nella vita di tutta questa zona che si è aperta e ci vorranno molto tempo e tante forze non solo per ricostruire le case ma anche per rammendare e curare i cuori di tutte le persone che hanno tremato insieme alla terra.

La terra è viva, respira e delle volte tossisce anche, e noi che piccolini sopra di lei vivamo le nostre vite non sempre ce lo ricordiamo. Basta un suo sussulto, un suo colpo di tosse per radere al suolo i nostri giorni, disintegrare le nostre vite e cambiare tutto, radicalmente da un istante all’altro. La terra va ascoltata e rispettata, noi siamo solo degli ospiti ma spesso ce lo dimentichiamo.

Poi, bastano pochi chilometri e dove non è successo nulla di grave la paura piano piano passa, i giornali smettono di parlare e ingenuamente chi non ha le case distrutte davanti agli occhi pensa che tutto sia tornato o stia tornando alla normalità. Ormai però il normale non esiste più a pochi chilometri da qui, c’è una pagina nuova da scrivere sulla nostra terra e servono tutte le nostre forze, serve tutto l’aiuto possibile per ricostruire le vite e i cuori delle persone attraverso anche la ricostruzione dei luoghi.

Credo profondamente che tutti noi siamo i luoghi che abitiamo e che abbiamo abitato, esattamente come siamo un po’ anche le persone con cui vivamo i nostri giorni, che amiamo, che odiamo ma che ci attraversano e lasciano un pezzettino di loro dentro di noi. Quando i luoghi vengono distrutti anche una parte di noi si sbriciola, anche noi andiamo in frantumi. Tutto sembra perso ma non è così. Le cose non sono quasi mai ciò che sembrano.

Lo sforzo da fare adesso è quello di non perdersi d’animo e non perdersi in inutili polemiche ma ripartire dalla bellezza della terra, non dimenticare quello che è successo e cercare di costruire una rete sul territorio che lo valorizzi e lo faccia rinascere e conoscere al mondo.

Noi da qui cercheremo di fare il possibile sia per aiutare chi sta attraversando questo periodo difficile sia per dare voce alla nostra terra per far sì che sia lei che chi la abita possa rinascere e fare di quest’esperienza un’occasione di crescita e di trasformazione.

Qui di seguito alcuni scatti di Ernesto Scarponi (chichetto), il nostro amato fotografo dello Standard b&b che ha realizzato le foto per il nostro sito ma che soprattutto sa ritrarre cogliere l’anima dei luoghi che fotografa (se volete andare a sbirciare nelle sue gallerie potete farlo cliccando qui) e un’immagine scovata nei social nei giorni scorsi e per la quale vorrei ringraziare Giulia che l’ha realizzata perché ha esattamente colto l’essenza di quello che sentiamo.

Spesso le immagini raccontano molto di più e molto meglio delle parole, quindi lasciamo che siano loro a parlare e noi cerchiamo di fare.

Terra mia come sei bella, riprenditi  presto che ti conosco ancora troppo poco…

dscn6953Foto Ernesto Scarponi

_dsc0260-come-oggetto-avanzato-1Foto Ernesto Scarponi

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giulia-chiara-cassandra-sibilla

 

 

 

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