E tu non hai un parente in Argentina?

Io so per certo di averne sia in Argentina che a Miami anche se ormai, purtroppo, abbiamo perso i contatti.

Nonna Nerina, la mia nonna paterna, negli anni settanta andò dall’altra parte dell’oceano per incontrare questi cugini, zii, nipoti e so per certo che ci furono scambi di lettere, in quella strana lingua di mezzo fra l’italiano e lo spagnolo, svincolata da qualsiasi regola grammaticale: la lingua dell’urgenza e della bellezza della comunicazione.

La lingua indispensabile quella che ci fa sentire vivi e che tiene vivi i legami.

Ogni tanto sentivo parlare di questi lontani cugini e l’ho sempre trovata una cosa meravigliosa questo innestarsi delle radici della famiglia in un’altra terra.

Mi raccontavano proprio in questi giorni zio Pippo e zia Teresa che un paio di anni fa suonò alla loro porta una coppia di signori che parlava un italiano pittoresco: cercavano mia nonna che, ahimè, ormai da qualche anno è partita per un viaggio ben più lungo da cui non si fa ritorno…

Beh… Malgrado l’apparenza da testimoni di geova o da coppia di furfanti che cerca di intrufolarsi in casa con una qualche scusa erano dei cugini argentini di mio zio, venuti in Italia per un viaggio e per ritrovare qualcosa della terra da cui erano partiti tanto tempo prima i loro genitori, gli stessi che avevano spedito lettere e foto tanti anni prima dalla terra nella quale erano approdati.

Fra il 50% e il 70% dell’attuale popolazione dell’Argentina ha origini italiane e così già nel primo anno di apertura dello Standard B&B abbiamo ospitato ben due coppie di argentini alla ricerca delle loro origini.

La scorsa primavera Gabriel e Rosana hanno soggiornato da noi nel viaggio alla ricerca delle tracce del nonno di Gabriel che tanti anni fa era partito da Corridonia per cercare fortuna dall’altra parte dell’Oceano.

C’eravamo scambiati qualche email e sapevamo che il loro viaggio in Europa aveva questa ricerca sullo sfondo, ed è stata subito empatia.

Sono arrivati a Corridonia in taxi, e una volta sul posto si sono accorti che non avevano con loro l’indirizzo della casa del nonno! Rabbia istantanea e fulminante. Che fare?

Gabriel vede un barbiere e decide di entrare a farsi la barba per non pensare alla rabbia che gli sta montando dentro e da lì la storia ha inizio. Come nella migliore tradizione del paesino di provincia che si rispetti, il barbiere sa tutto di tutti, bastano un nome e poche indicazioni e si ritrovano insieme al barbiere davanti alla casa della famiglia del nonno di Gabriel… Quella sera Rosana e Gabriel sono tornati entusiasti allo Standard B&B e hanno condiviso con noi questa storia fatta di ricerca, memoria, terra, viaggio, amore e fortuna.

Poi, qualche giorno fa ci è arrivata la prenotazione di un’altra coppia argentina: Ricardo e Josefina Forani. Quando sono arrivati ci hanno detto che erano qui per cercare delle tracce della famiglia di Ricardo, lui sapeva solo che il nonno era nato a Macerata, si era poi trasferito a Civitanova e durante la seconda guerra mondiale era scappato in Argentina.

A Civitanova ci sono davvero moltissimi Forani e mi sarebbe piaciuto aiutarli in quella ricerca ma non sapevo davvero in che modo…

Fra l’altro io per i nomi non sono esattamente un campione e può capitarmi di non ricordare il cognome delle persone che frequento quotidianamente…La sera del loro arrivo, io e Angelo siamo andati a cenare dai miei genitori e parlando della storia di Ricardo e Josefina mia madre mi dice che una sua amica, che fra l’altro conosco bene anche io, si chiama Forani: le telefoniamo subito. Lei si ricorda che suo padre e suo zio scrivevano a dei parenti che erano emigrati in Argentina ma ormai non c’è più nessuno a cui chiedere e le lettere chissà che fine hanno fatto…

Comunque li ho messi in contatto, il giorno dopo si sono incontrati, ed è stato davvero molto bello, così ci hanno raccontato.

Ricardo era felicissimo e ci ha lasciato un bellissimo messaggio sul libro degli ospiti che mi ha commosso. Trovo che il tramandarsi dei desideri di padre in figlio abbia un fascino che va veramente oltre il tempo e lo spazio. Partire per un viaggio così lontano e senza quasi nessuna possibilità di tornare indietro è una cosa che noi oggi difficilmente possiamo riuscire ad immaginare.

Partecipare a queste ricerche anche se da dietro le quinte, ospitare viaggiatori, sogni, ricordi, speranze che vanno e vengono dall’Oceano riempie anche me di entusiasmo.

Andare alla ricerca, cercare i fili che ci legano a una terra d’origine è sempre un dono prezioso perché andando indietro si può capire meglio la strada che si ha davanti e comunque si riesce a capire meglio chi si è.

Quindi un grazie di cuore a Gabriel, Rosana, Ricardo e Josefina per aver condiviso insieme a noi le loro storie e la loro ricerca e speriamo di avere ancora tanti entusiasti viaggiatori in ricerca… non importa se della loro terra d’origine, della loro famiglia o di cos’altro, l’importante è che i loro occhi e il loro cuore abbiano sempre voglia di crescere e scoprire nuovi orizzonti.

Noi li aspettiamo e vi aspettiamo allo Standard

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Rosana e Gabriel

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Ricardo e Josefina

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Letizia e Angelo
letizia.sacchi@gmail.com

Siamo Letizia e Angelo e gestiamo e curiamo lo Standard b&b nel cuore del borgo marinaro di Civitanova Marche. Amiamo le cose fatte con cura e passione, dai biscotti, passando per libri, i quadri e i viaggi. Ci piace leggere, ascoltare, imparare guardare negli occhi le persone.

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